Ancora polemiche sui costi della stenotipia

Ancora una volta da quando l’on.le Roberto Castelli è Ministro della Giustizia abbiamo letto degli “alti” costi della stenotipia, trattati con lamentevole insistenza come fossero ruberie dalle quali il Ministero non riesce a liberarsi.

    Italia Oggi                                                                                 Giovedì 3 Febbraio 2005
Stenotipia, costi alti
Pagati 30 mln per i contratti esterni

La mancanza di tecnici addetti alla stenotipia all’interno del-l’amministrazione giudiziaria costa al ministero 30 milioni di euro all’anno. A tanto, infatti, ammonta la cifra che il dicastero di via Arenula corrisponde annualmente a società esterne per la redazione, a mezzo di stenotipia, dei verbali nel processo penale. Per risparmiare, allora, l’unica soluzione sarebbe quella di istituire uno specifico ruolo tecnico al-l’interno dell’amministrazione. Fino a quel momento il ministero può al massimo attivarsi per spuntare costi bassi nella stipulazione dei vari contratti.
E’ questo il contenuto della risposta che il ministro della giustizia, Roberto Castelli, ha dato a un’interrogazione presentata recentemente al senato da Francesco Bevilacqua (An), con cui appunto si chiedeva perché il ministero desse questo incarico a organi esterni all’amministrazione.

La lettura dell’articolo di Italia Oggi, almeno per chi è dentro alle cose, è sorprendente: essa dà l’impressione che Interrogante ed Interrogato abbiano, a dir poco, le idee non chiare. Increduli, siamo andati ad abbeverarci alla fonte: interrogazione del 2 luglio 2004 e risposta del 30 dicembre 2004. Sorpresa, è proprio così! Il senatore Bevilacqua, infatti, scrive
“””Premesso:
che l’articolo 135 del codice di procedura penale e gli articoli 50 e 5l delle disposizioni di attuazione del medesimo codice prevedono la stenotipia o altro strumento meccanico per la redazione del verbale in seno ai processi penali;
che lo strumento meccanico adoperato negli Uffici giudiziari è la fonotrascrizione;
che dalla lettura degli articoli… si evince chiaramente che l’utilizzazione di personale tecnico esterno all’Amministrazione rappresenta un’ipotesi residuale, ossia da compiere solamente in mancanza di personale interno che sappia adoperare l’apparecchiatura atta allo scopo prima indicato;
che la indicata strumentazione è di facile utilizzazione.
(sic!)
l’interrogante chiede di sapere:
la ragione per la quale si continui ad utilizzare personale esterno all’Amministrazione giudiziaria, rivolgendosi a società private;”””
(seguono altri tre quesiti sull’argomento).
Il senatore Bevilacqua (mi è caro nel cognome che porta perché era quello di mia madre) non sa:
. che il personale esterno (stenotipista) è presente in aula non per usare una “strumentazione di facile utilizzazione”, ma per “produrre” il verbale di una udienza, che spesso è assai complessa;
. che la “stenotipia” non è uno strumento meccanico, ma una tecnica di ripresa del parlato molto sofisticata e quindi difficile da apprendere, che richiede la frequenza di un corso di formazione della durata di almeno due anni durante i quali - tra le altre materie di studio - determinante è quella che prevede l’assoluta padronanza dell’uso della macchina per stenografare. Se non si è prima passati attraverso un esame psicoattitudinale ed un pre-corso di almeno quattro mesi, al termine del corso di formazione meno del 25% dei corsisti raggiunge la velocità minima di ripresa necessaria per aspirare ad iniziare questo lavoro;
. che “lo strumento meccanico adoperato negli Uffici giudiziari” non è la fonotrascrizione, ma la fonoregistrazione, la quale, per “facile” che possa apparire, incontra ripulsa nel personale dell’amministrazione che, quando ci mette mano, non produce fonoregistrazioni ma quasi sempre disastri cui è difficile porre rimedio. Per arrivare alla trascrizione delle parole ci vuole ben altro che girare una chiavetta o pigiare un bottone, e altro ancora ci vuole per arrivare alla “redazione” definitiva del verbale;
. che i trascrittori sono persone che debbono digitare al computer alla velocità minima di 350 battute al minuto per essere produttivi e che almeno il 50% delle persone che si cimentano nell’uso veloce della tastiera, anche dopo essersi impegnato per mesi in estenuanti esercitazioni, si ferma molto prima di raggiungere quel minimo e passa ad altro;
. che una buona stenotipista od una veloce tastierista addetta alla verbalizzazione giudiziaria non è un operatore qualsiasi che deve sorvegliare il buon funzionamento di apparecchiature di facile uso, ma è un articolato crogiuolo di cultura e tecnica, capace di districarsi autonomamente tra le terminologie del contesto, tra le logiche e tra i soggetti, possiede agilità mentale, padroneggia la terminologia giuridica ed è consapevole del significato e del ruolo di tutte le parti processuali, verifica con umiltà e tenacia ogni particolare che, considerato il contesto, assume un rilievo assai delicato e pregnante.

Tutto questo e tanto altro ancora occorre conoscere per giudicare e per stimare se c’è o no convenienza a continuare ad utilizzare del personale esterno all’Amministrazione giudiziaria, rivolgendosi a società private.
Il signor Ministro anziché dilungarsi in “mezze risposte”, a nostro parere (formalismi a parte), avrebbe dovuto semplicemente dare una risposta di questo tenore:
“”” Caro collega Bevilacqua, facciamoci quattro conti alla buona e tiriamo le conclusioni:

1. Nei tribunali d’Italia ci sono oltre 1.400 aule dibattimentali;
2. Per coprire il fabbisogno di personale da destinare alla verbalizzazione – non meno di due addetti per aula - occorrono 2.800 persone (senza tener conto delle schiere di unità aggiuntive necessarie per coprire i vuoti derivanti da permessi, ferie, malattie, maternità – attualmente il 90% del personale addetto alla verbalizzazione è di sesso femminile – e da quant’altro determina assenze e improduttività nel pubblico impiego);
3. Il costo per addetto è non meno di 25.000 Euro all’anno, che, moltiplicato per 2.800 persone, porta ad un importo complessivo annuo di 70 milioni di Euro;
4. Al costo del personale bisogna aggiungere quello occorrente per la formazione dello stesso, per l’acquisto e la manutenzione delle macchine per stenografare, dei computer e delle stampanti, per l’acquisto del toner, della carta, per la gestione del personale addetto al servizio, ecc. ecc.

Come vedi, caro Bevilacqua, quella della stenotipia è roba da far mettere le mani nei capelli e:
fino a quando nel mondo ci sono dei “pirla” che ci coprono tutti i tribunali d’Italia, da Verbania a Sciacca e da Tarvisio a Oristano, che sono sempre presenti in tutte le aule, anche nelle più remote, che presentano i verbali regolarmente entro uno o tre giorni dalla celebrazione dell’udienza, anche di quella più complessa e difficile;
fino a quando c’è gente in giro per il mondo che, per la qualità del lavoro che svolge, gode del plauso dei magistrati, degli avvocati, delle parti in causa, dei funzionari del tribunali, che non crea alcun problema se non quello che, dopo mesi dalla fornitura delle prestazioni, reclama con insistenza il pagamento del conto;
fino a quando questa situazione potrà continuare a sussistere ed il costo della verbalizzazione non supererà i 100 mln di Euro, noi del Ministero della Giustizia non ci pensiamo proprio a metterci in casa anche la rogna della stenotipia; continueremo, invece, a fare gli gnorri e i tirchi perché così ci va bene, anzi benone.
                                                                                               Tuo Roberto.”””
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Ora, dopo aver soddisfatto le curiosità del senatore Bevilacqua, Signor Ministro, non ritenga chiusa per sempre la partita con i “bistrattati” stenotipisti che tutto sono tranne che ladroni, anzi!
Ci riceva e ci ascolti e Le confermeremo adesione e impegno per la realizzazione delle nuove direttive ministeriali in fatto di omogeneizzazione su tutto il territorio nazionale delle modalità di erogazione e di remunerazione dei servizi. Ribadiremo anche, però, che la richiesta sempre crescente del servizio, dovuta alla consolidata e riconosciuta utilità e qualità dello stesso, non può essere soddisfatta con 30 milioni di Euro, 5 milioni dei quali ritornano allo Stato, implacabile esattore dell’IVA.
                                                                               Teodosio Galotta
                                                           a nome delle società di verbalizzazione