Roma, 20 giugno 2003

Al Ministero della Giustizia
Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria,
del personale e dei servizi

Direzione generale delle risorse materiali, dei beni e dei servizi
C.A. Dr. Giancarlo Trecapelli

P.C. Capo Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria
Dr. Nicola Cerrato

Oggetto: controversia tra le ditte di verbalizzazione e il Ministero della Giustizia

Con la presente La informiamo che le Associazioni di categoria del settore della verbalizzazione, FeNIR. e Co.V.It., sono state incaricate dai propri associati di tutelare i loro interessi nella controversia di cui all'oggetto e di comunicarLe quanto segue.

In forza di appositi contratti stipulati con vari Tribunali, le ditte e le cooperative conferenti hanno svolto nel corso del 2001, del 2002 e nel primo semestre del 2003 il servizio di verbalizzazione dei dibattimenti penali presso le sedi giudiziarie nelle quali operano.

Ora, nonostante il lavoro sia stato espletato in piena conformità a quelle che sono le pattuizioni contrattuali assunte presso tutte le autorità giudiziarie, esse debbono purtroppo lamentare il mancato pagamento di una cospicua parte delle proprie prestazioni, peraltro regolarmente fatturate, nei modi e nei termini previsti dai singoli contratti stipulati con l'Amministrazione Giudiziaria.
Rilevano in tal senso che i mancati pagamenti riguardano il 2001 per l'importo approssimativo di Euro 300.000, 00, il 2002 per l'importo approssimativo di Euro 3.500.000,00 e i primi sei mesi del 2003 che, secondo una stima approssimativa, ammonteranno ad Euro 6.000.000,00.
Si riservano inoltre di chiedere il rimborso degli interessi passivi maturati.
La pretesa di interessi passivi è giustificata dal fatto che le imprese e le cooperative mandanti, a causa del mancato pagamento da parte di codesto Ministero delle spettanze maturate, hanno dovuto reperire i fondi necessari a garantire l'espletamento del servizio (corresponsione degli stipendi ai propri dipendenti, pagamento dei fornitori e delle spese di gestione) ricorrendo al finanziamento da parte del credito ordinario.
Oggi l'esposizione nei confronti degli istituti di credito è ormai diventata insostenibile e le banche hanno chiesto i rientri dagli sconfinamenti, tenuto anche conto della grande incertezza, evidenziata e resa pubblica dalla stampa nazionale e locale, circa gli stanziamenti futuri e il rispetto dei contratti regolarmente stipulati.
Pertanto le associazioni di categoria FeNI.R. e Co.V.It si trovano costrette a far presente che, qualora le ditte da esse rappresentate non dovessero percepire da questo Ministero gli importi evidenziati come residui delle annualità 2001 e 2002 entro e non oltre la data del 7 luglio 2003, le stesse si vedranno costrette a chiudere la propria attività o quantomeno a ridimensionarla drasticamente avviando tutte le procedure previste, sia in sede sindacale, nel caso di massicci licenziamenti, sia concorsuali, in primo luogo con il sistema bancario, per chiedere un concordato preventivo onde evitare il fallimento.
E' evidente che questa procedura avvierà la richiesta di ulteriori danni in termini di lucro cessante, per il blocco delle attività, e di perdita di avviamento.
Da ultimo si sottolinea che è intenzione di codeste Associazioni, assecondando la volontà degli iscritti, di ricomporre la vertenza bonariamente, pur evidenziando che se entro il termine del 7 luglio 2003 il Ministero non avrà ottemperato a quanto richiestogli, le imprese rappresentate si vedranno costrette ad attivare le procedure per la messa in mora, evidenziando che in tal caso i costi lieviteranno per le circostanze sopra esposte.
In attesa di un positivo riscontro, porgiamo distinti saluti.

                        Co.V.It.                                   Fe.NIR
                    il presidente                            la presidente
              Francesco Toscano                Annamaria Mattoschi