Servizio di riproduzione
fonografica e/o trascrizione:
lettera al Ministro Castelli

Roma 1 aprile 2003

           Al Ministro della Giustizia

Pc       Ai Presidenti delle Commissioni Giustizia e Bilancio
           della Camera e del Senato
           Ai Capigruppo della Camera e del Senato

           Ai Presidenti delle Corti d'Appello

Le aziende di verbalizzazione giudiziaria segnalano la grave situazione che si è venuta a creare a seguito dell'invio della circolare n. 590 del 3 febbraio 2003, Direzione Generale Beni e Servizi, che nell'oggetto recita: "Servizio di riproduzione fonografica e/o trascrizione".

Nel ricordare che i servizi forniti dalle imprese di verbalizzazione danno lavoro, da più di dieci anni, a circa 3.000 addetti distribuiti in oltre 100 tra piccole e medie imprese, va segnalato che l'interpretazione di questa circolare ha dato adito a diverse e contrastanti letture. Alcuni Tribunali ritengono, infatti, che il contenuto della stessa debba limitarsi al servizio di fonoregistrazione, non essendoci alcun riferimento alla stenotipia, peraltro disciplinata per legge in base agli artt.134 (modalità di documentazione) e 135 (redazione del verbale) del Codice di Procedura Penale e dall'art.51 delle norme di attuazione del Codice di Procedura Penale.

Altri invece ritengono che tutti i servizi in outsourcing debbano essere sottoposti a tale restrizione, con particolare riguardo ai servizi di resocontazione a mezzo stenotipia computerizzata, a torto ritenuti più costosi, a cui, secondo questa interpretazione, andrebbero preferite altre modalità di verbalizzazione.

Detti Tribunali hanno assunto un atteggiamento di attesa, rinviando le gare nell'aspettativa di un chiarimento da parte del Ministero della Giustizia. In alcuni casi si è addirittura cercato, in modo unilaterale, di cambiare i riferimenti economici dei contratti già in essere. Questa situazione, se non affrontata con urgenza, è destinata a creare non pochi problemi organizzativi, sia ai Tribunali sia alle nostre imprese.

Non si può non rilevare infatti come, al di là delle interpretazioni, si sia determinata una certa confusione, aggravata dall'invio di altre circolari sulle modalità di espletamento delle gare, da riferimenti non chiari sull'utilizzo di personale interno all'Amministrazione, che stanno nuocendo gravemente all'espletamento dei servizi che pure si svolgono in modo efficiente, con totale soddisfazione dei Presidenti dei Tribunali e soprattutto dalle parti processuali.

L'incertezza che si sta creando è preoccupante e non è giustificata neanche dalla motivazione circa i tagli impressi ai capitoli di riferimento dalla Legge Finanziaria 2003. Non si comprende infatti perché per alcuni servizi costosi ed obsoleti, come la manutenzione, non siano stati previsti gli opportuni tagli a fronte anche di interventi su apparecchiature non utilizzate, mentre per altri servizi, come la verbalizzazione degli atti, venga invocato il ricorso al personale interno che farebbe certamente lievitare i costi e porterebbe all'inevitabile paralisi delle udienze penali.

Non da ultimo vanno sottolineati l'indeterminatezza sul pagamento dei residui degli anni precedenti e i notevoli costi che le imprese devono sostenere per reperire, a fronte di ritardi nei pagamenti che superano anche i 180 giorni, la liquidità indispensabile al funzionamento aziendale.

Pertanto, a parere di Co.V.It. e FeNIR, si ritiene necessario, al fine di evitare che si generi una situazione di possibile blocco del servizio di verbalizzazione, richiedere un incontro urgente per approfondire le problematiche esposte nell'allegato ordine del giorno e individuare soluzioni che consentano la serena celebrazione dei processi, perseguendo un giusto equilibrio tra efficienza dei servizi e ottimizzazione dei costi.

Distinti saluti

                 Co.V.It.                                            Fe.N.IR.
             Il presidente                                      Il presidente
        Francesco Toscano                         Annamaria Mattoschi