Documento FENIR per
Assemblea 2003

Il 2002 è stato per il FeNIR un anno ricco di iniziative importanti, prima fra tutti quella che ha portato alla costituzione del Consorzio ASTREA.
Un avvenimento che malgrado fosse uno degli obiettivi contenuti nel documento programmatico della scorsa Assemblea Nazionale, e che pure ha suscitato un largo consenso ed interesse nel gruppo dirigente e nei soci, non ha tralasciato di sollevare perplessità e persino divisioni all'interno dell'Associazione.

Non può quindi questa Assemblea Nazionale del 2003 esimersi dall'affrontare questa situazione e di delineare le strategie future del FeNIR, a partire dalla costituzione del Consorzio ASTREA e dal dibattito che intorno ad esso si è sviluppato.

Sia le ragioni di coloro che hanno sostenuto tale scelta che le contrarietà e persplessità che ad essa sono seguite, stanno tutte dentro un dibattito che appassiona, tormenta e divide le imprese della resocontazione, e si intreccia con un giudizio sulla fase che il sistema della resecontazione giudiziaria attraversa. Si è discusso e si discute su quali iniziative intraprendere per salvaguardare le quote di mercato delle aziende, sulla valutazione dei rischi e delle opportunità che l'innovazione tecnologica offre, sui sistemi di concorrenza e i rapporti tra le imprese.

Sono temi cruciali su cui da tempo ci interroghiamo.

Non può essere compito di una associazione di imprese diramare questioni che hanno a che vedere con strategie imprenditoriali che spettano alle singole aziende anche quando queste si associano o si consorziano; ma oggi emerge un quesito inedito di fronte al gruppo dirigente del FENIR: non è più sufficiente limitarsi a delineare le linee di indirizzo e precisare gli obiettivi programmatici che si vogliano perseguire, si tratta di utilizzare il complesso di relazioni che in questi anni si sono costruite per promuovere nuove occasioni di business per le imprese.

Dentro questo orizzonte va collocata l'azione del FeNIR nei prossimi anni scontando diversi valutazioni nel concepire l'Associazione ed il suo ruolo ed in sintesi mediando tra chi vuole concentrarsi sulla difesa degli interessi messi in discussione da un mercato turbolento e dalla mancanza di un indirizzo definito da parte del Ministro e chi preme per essere promotori di sviluppo, diversificare la gamma di servizi da offrire e la stessa committenza.

Il panorama del servizio di resocontazione

Il sistema della resocontazione, soprattutto quella giudiziaria, si trova in una fase di transizione per certi versi contraddittoria, resa ancora più incerta da un quadro normativo non ben definito, attraversata da tanti fattori di novità sul piano della innovazione tecnologica, e dal crescere di tensioni interne al sistema delle imprese.

L'incertezza di questi anni, non ha impedito alla resocontazione di affermarsi ulteriormente, divenire una realtà insostituibile nel panorama giudiziario, aumentare le occasioni di impiego anche fuori del processo penale.

Dentro questa contraddittorietà si "naviga a vista": le imprese occupano gli spazi nuovi che si creano, senza che emerga soprattutto nel comparto che ci sta più vicino quello della resocontazione giudiziaria, una volontà dalla politica di un indirizzo chiaro, di regole definite.

Il sistema appare "bloccato" dagli interessi consolidati, da un apparato burocratico che ha scarsa motivazione a dinamizzare il settore, uno stato dei progetti di informatizzazione che sebbene siano indicati puntualmente tra le priorità dei Ministri della Giustizia, che via via si sono alternati, stentano a decollare ed essere collocati in tempi certi e prevedibili.

Oggi i decisori politici sembrano concentrati esclusivamente nei propositi di riforma del processo penale e di riorganizzazione del dibattimento, trascurando l'apporto importante al miglioramento del sistema giustizia, che può venire, in tempi brevi, da una diversa organizzazione dell'aula e dall'introduzione "meditata" di innovazione tecnologica.

In sintesi possiamo affermare che la fase di passaggio è determinata

· dai tentativi, non chiari e non definiti, di riformare l'amministrazione della giustizia, per renderla più efficiente, aumentandone genericamente la "quota di informatizzazione"

· dalle innovazioni nelle tecnologie, dalle sperimentazioni in corso, dall'offerta di nuovi servizi, alcuni dei quali già attivati e valicati.

· da una burocrazia che "configge" con il "cambiamento".

All'assenza di un indirizzo chiaro da parte del Ministro, si accompagna una gestione da parte degli Uffici a dir poco confusionaria che fa aumentare il senso di provvisorietà e di incertezza elementi che ci preoccupano e che necessitano di un'appropriata e forte iniziativa.

La crisi del sistema giudiziario

Il quadro delineato deve fare i conti con la crisi complessiva del sistema giustizia, ormai in atto da anni, alle quali si aggiunge oggi una politica di contenimento delle spese dovuta alla sfavorevole congiuntura economica che il Paese attraversa. Purtroppo, invece di cercare le ragioni di una razionalizzazione dei costi attraverso un abbattimento degli sprechi ed un migliore impiego delle risorse, il Governo, e con esso il ministero, hanno varato una politica di "tagli" indiscriminati che finirà per colpire anche il nostro settore e i nostri servizi.

Si delinea quindi un duplice paradosso: nel momento in cui c'è l'esigenza di accorciare i tempi del processo penale che può avvenire anche aumentando la quantità e qualità dell'innovazione (e le tecnologie già presenti oggi consentono di raggiungere questi obiettivi con più efficienza e più risparmio), e nel contempo mentre aumentano le richieste di un ampliamento del ricorso ai nostri servizi offerti in outsourcing, dalla Magistratura giudicante, dai Pubblici Ministri, dall'avvocatura, persino di dai Giudici di pace; si risponde con un taglio dei servizi, che manterrà la situazione così com'è con l'aggravante di dare al sistema giustizia, alle parti, ai cittadini meno servizi.

Il 20% di risorse in meno previsti dalla Finanziaria per il Ministero della Giustizia renderà più evidente questo paradosso che in questi anni siamo stati impegnati a rendere esplicito, e passo dopo passo, a partire dalle proposte avanzate dall'ufficio IV sulla razionalizzazione dei bandi di gara, siamo giunti ad avanzare proposte di merito, anche sul piano della innovazione tecnologica (che forse non ci competevano direttamente) per dare il nostro contributo al miglioramento dei servizi offerti.

Purtroppo la nostra disponibilità alla collaborazione non trova orecchie attente mentre il varo di "circolari" che non fanno altro che aumentare la confusione.

L'incertezza che si sta creando è preoccupante e non è giustificata neanche dalla motivazione circa i tagli impressi, ai capitoli di riferimento, dalla Legge Finanziaria. Non si comprende infati perché per alcuni servizi costosi ed obsoleti, come la manutenzione, si proceda da ormai molto tempo con continue proroghe anche a fronte di proposte che comporterebbero consistenti risparmi, mentre per altri servizi, come la verbalizzazione degli atti si invochino procedure che farebbero certamente lievitare costi, come il ricorso al personale interno.

Mai il FENIR nel corso della sua esperienza ha avuto un atteggiamento ottuso, o di mera difesa corporativa di interessi di categoria, ha sempre lavorato e si è sempre proposta nell'ottica di collaborazione con il Ministero, ma oggi si sta prendendo una china pericolosa che vuole mettere in discussione principi consolidati.

Un nuovo quadro legislativo per la resocontazione

Questa nuova situazione sta determinando l'esigenza non più procrastinabile di giungere ad un nuovo quadro legislativo per la resocontazione.
In questo anno numerosi sono stati gli incontri e le pressioni per giungere ad un nuovo quadro normativo che renda più stabile e certa l'attività di recontazione giudiziaria in una fase in cui alle imprese sono richieste contraddittoriamente investimenti e riduzione dei costi.
L'aver ottenuto l'iscrizione all'ordine del giorno della Commissione Giustizia del Senato, la riforma di legge dell'articolo 51 è uno dei risultati di questo lavoro, sebbene adesso siamo impegnati nella partita più difficile per ottenere la sua calendarizzazione in tempi rapidi e certi.

Tra l'altro in un quadro normativo labile, tra rinnovi, proroghe e attese di gare europee nella quale l'unico elemento certo è l'assenza da parte dell'Amministrazione di una strategia e di un quadro di riferimento certo, e tutto ciò accompagnato alla crisi economica ed alla politica di tagli del Ministero, non aiuta certo la composizione di un mercato nella quale la sfida è la qualità dei servizi piuttosto che un gioco la ribasso.
Così come non è da escludere che tutto ciò possa in seguito, attirare l'attenzione di alcune imprese, anche esterne al settore, che possono trovare in questa situazione occasione di nuovo business, travolgendo un settore organizzato intorno alla presenza di tante piccole imprese.

La modifica dell'art.51 nella direzione da noi più volte auspicata,               (biennalizzazione dei contratti) non solo consentirebbe una migliore programmazione del lavoro dell'imprese, ma darebbe un formidabile contributo alla calmerierizzazione degli aspetti più dirompenti della concorrenza tra le imprese, dilazionando nel tempo le gare, eliminando la precarietà dei contratti ed una selezione delle imprese a favore di quelle più strutturate da un punto di vista aziendale, più serie nei rapporti con il personale dipendente e gli obblighi verso la pubblica amministrazione, più radicate nel territorio.
L'eliminazione di ogni forma di concorrenza selvaggia e la creazione di un mercato aperto, ma corretto è uno dei fondamenti dell'azione ed anche dei valori della FeNIR. Per queste ragioni l'Assemblea è impegnata ad approvare in sede definitiva il Codice Etico, già discusso, che deve avere un valore vincolante per tutte le imprese aderenti all'Associazione.

Questa deve essere la nuova strada che il FeNIR deve indicare per l'intero mondo delle imprese della resocontazione coscienti che se oggi incontra sempre più difficoltà (ed è in parte improponibile) un sistema "protezionistico" che ha garantito un equilibrio dell'intero settore, è pur vero che in assenza di un altro "protocollo" rischia di creare tensioni a catena, con forti ripercussioni ed uno svilimento della qualità dei servizi che sarebbero trascinati verso il basso.

Dentro l'innovazione

Per queste ragioni siamo stati attenti ai processi di innovazione tecnologica, abbiamo avanzato proposte all'URSIA e su questa base abbiamo ricercato un rapporto collaborativo con la Fondazione Bordoni, convinti che il nostro compito fosse di stare dentro le sfide.

Il Consorzio ASTREA non è stato altro, per la maggioranza del gruppo dirigente, che la conclusione di questo percorso e la sua costituzione si è resa necessaria per marcare netta differenza fra la missione del FeNIR che non può essere che quella della rappresentanza, della promozione e della tutela di interessi, e quella anche economica del Consorzio.
Questa forma societaria, tra l'altro esprimeva bene il senso dell'operazione che si è voluta compiere: non una società che produce profitti, e che configge per obiettivi e finalità con le altre imprese, ma che distribuisce commesse tra consorziati e in seconda battuta quelle convenzionate
Sotto questo aspetto l'assemblea nazionale del FeNIR è chiamata a decidere sulla tipologia dei rapporti da intrattenere con il Consorzio

Ma c'è un'altra ragione che oggi merita di essere considerata da tutte le imprese:
Il FeNIR è impegnato a dare maggiore certezza e stabilità alla resocontazione giudiziaria sulla base dei dati oggettivi che confermano la validità del sistema che si è affermato in questo decennio e l'aumento di produttività ( e quindi di riduzione dei costi) che ha fatto conseguire all'Amministrazione della Giustizia.
Ciò non toglie che le incertezze sul futuro pretendono di giocare un ruolo attivo, e non di mera difesa mettendo al centro del nuovo sistema che si vuole costruire un'impresa che via via si trasforma in un impresa di servizi per l'amministrazione giudiziaria.

La nascita del Consorzio non fa venir meno al FeNIR la necessità di approfondimento e di proposte delle tematiche connesse all'introduzione di nuove tecnologie ed in particolare al passaggio dall'analogico al digitale, l'attività di ricerca di informazione e formazione debbono essere connaturate alla missione della Federazione.

Il FeNIR nel 2003

Di fronte a questo scenario la Fenir deve fare un passo avanti.

Non partiamo da zero.

Abbiamo raggiunto in questi anni risultati apprezzabili, non solo per la stabilizzazione degli stanziamenti e l'ordinarietà dei pagamenti, che non debbono essere dati per scontati o di routine, ma che sono conquistati e riconquistati con fatica e lavoro, quanto per il ruolo, che universalmente viene riconosciuto all'Associazione, quale interlocutore del Ministero e delle aziende.

Ci siamo sforzati attraverso un rapporto collaborativo con il COVIT, non sempre facile, di avere a cuore l'insieme degli interessi superando antiche divisioni fra stenotipisti e trascrittori, fra società e cooperative, avanzando un'idea unitaria delle resocontazione degli atti, per essere più forti in una fase di delicato passaggio.

Sul piano organizzativo sia pure in presenza di una moltiplicazione degli incontri e degli impegni si è lavorato per ottenere un coinvolgimento ampio della Presidenza (……………………..), ma anche di tutti i soci che sono stati, sempre coinvolti e ascoltati nei passaggi decisivi e sulle decisioni più importanti.
Questo principio e questo modo di lavorare deve essere un cardine irrinunciabile dell'azione del FENIR anche per il futuro. Una Associazione formata da imprese che hanno un forte senso della partecipazione e che chiedono di contare non può avere una direzione verticistica pena il suo sfaldamento.
Così come la ricerca dell'unità dentro l'associazione e con il COVIT deve divenire un obiettivo da perseguire anche nei momenti in cui il confronto appare più aspro, perché l'interesse a raggiungere obiettivi comuni deve far superare incomprensioni personali e diffidenze.

In questi cinque anni dalla costituzione il Fenir è cresciuto. E' aumentato il suo ruolo e la sua attività. C'è l'esigenza di fare nuovi passi avanti ma anche di chiamare necessario chiamare a raccolta tutte le energie migliori, coinvolgendole nella direzione dell'associazione che deve divenire sempre più aperta e collegiale.

Il 2003 si presenta come un anno cruciale nel quale molti nodi verranno al petine e debbono essere sciolti positivamente nell'interesse selle imprese che rappresentiamo.