Documento approvato dall'Assemblea Nazionale FENIR svoltasi a Roma il 9 febbraio 2002

Il sistema della resocontazione, soprattutto quella giudiziaria, si trova in una fase di transizione per certi versi contraddittoria, resa ancora più incerta da un quadro normativo non ben definito, attraversata da tanti fattori di novità sul piano della innovazione tecnologica, e dal crescere di tensioni interne al sistema delle imprese.
L’incertezza di questi anni non ha impedito alla resocontazione di affermarsi ulteriormente, divenire una realtà insostituibile nel panorama giudiziario, aumentare le occasioni di impiego non soltanto nel processo penale.
Dentro questa contraddittorietà si “naviga a vista”: le imprese occupano gli spazi nuovi che si creano, senza che emerga una volontà della politica (ed anche dei settori tecnici) di un indirizzo chiaro, di regole definite.
Il sistema appare “bloccato” anche dall’egemonia esercitata da una grande impresa nazionale, che sul piano della innovazione tecnologica ha scarso interesse a dinamicizzare il settore.
Infine non è da escludere che gli stanziamenti definiti per i servizi di resocontazione, di fatto divenuti ordinari, possano sempre più, in seguito, attirare l’attenzione di alcune imprese, anche esterne al settore, che possono trovare in questo comparto occasione di nuovo business, travolgendo un settore organizzato intorno alla presenza di tante piccole imprese.
In sintesi possiamo affermare che la fase di passaggio è determinata:

dai tentativi, non chiari e non definiti, di riformare l’amministrazione della giustizia, per renderla più efficiente, aumentandone genericamente la “quota di informatizzazione”;

dalle innovazioni nelle tecnologie, dalle sperimentazioni in corso, dall’offerta di nuovi servizi, alcuni dei quali già attivati;

dalle modifiche intervenute nello stesso sistema delle imprese.

Dentro questo quadro incontra sempre più difficoltà un sistema “protezionistico” che ha garantito un equilibrio dell’intero settore, che in assenza di un altro “protocollo” rischia di creare tensioni a catena, con forti ripercussioni.

Di fronte a questo scenario, l’Assemblea Nazionale della Fenir ha indicato i nuovi obiettivi sui quali deve impegnarsi l’associazione.

Non dimenticando che siano stati raggiunti in questi anni risultati apprezzabili, non solo per la stabilizzazione degli stanziamenti e l’ordinarietà dei pagamenti, quanto per il ruolo, che universalmente viene riconosciuto all’Associazione, quale interlocutore del Ministero e delle aziende.In particolare siamo impegnati:

1) A rendere più snella la struttura organizzativa, con la nomina di un organismo esecutivo, ristretto ed operativo con incarichi precisi; il superamento della Presidenza; la convocazione almeno ogni mesi dell’Assemblea degli iscritti che svolgerà le funzioni oggi attribuite alla Presidenza. In questa ottica Lino Busà è stato nominato Segretario Nazionale della FENIR, con compiti di coordinamento organizzativo e di attuazione delle linee politiche e programmatiche.

2) La stesura di un “Codice Deontologico” che disciplini i rapporti con l’amministrazione della Giustizia e le controversie fra i soci.

3) Al varo di un “soggetto economico” che supporti le attività delle aziende sul campo della innovazione tecnologica, dell’ampliamento dei servizi, della formazione del personale.