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FOGGIA, giovedì 17 luglio 2003 - ORE 13.12 Servizio stenotipia al Tribunale di Foggia: il Ministero della Giustizia risponde ad un´interrogazione parlamentare Il sottosegretario Viesti, in rappresentanza del Ministro Castelli, ha risposto ieri pomeriggio all'interrogazione a risposta immediata presentata dai deputati Bonito, Folena e Di Gioia circa il blocco della giurisdizione penale presso il tribunale di Foggia a seguito dell'interruzione del servizio di stenotipia per esaurimento dei relativi fondi. La problematica evidenziata, premette il Ministero, riveste carattere generalizzato ed investe a livello nazionale anche tutti gli altri tribunali. I capi degli uffici giudiziari hanno più volte sollecitato ulteriori fondi, richieste che però sono rimaste insoddisfatte anche per gli effetti del decreto cosiddetto tagliaspese che ha impedito di effettuare accantonamenti sul capitolo 1461 (che copre tutte le spese residuali degli uffici giudiziari). "Nel disegno di legge sull'assestamento del bilancio presentato in parlamento" - poi - "non è prevista alcuna variazione in aumento"; pertanto, afferma sempre il Ministero, "la direzione generale delle risorse materiali, dei beni e dei servizi non sarà in grado di corrispondere ai funzionari delegati l'intero importo dagli stessi richiesto per la gestione del servizio in parola, rimanendo un debito residuo pari ad euro 18.376.054,712. Residua, infine, la possibilità di una variazione compensativa per competenza e cassa con i capitoli gestiti dal dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi o da altri dipartimenti del ministero, che però non sarebbe comunque in grado di sanare il debito indicato". Sin qui la risposta del Ministero. Secondo Bonito, "il ministro confessa candidamente che i processi non si faranno con la stenotipia fino alla fine dell'anno e che la stessa situazione si replicherà negli anni futuri. Un ministro, che confessa di non essere in grado di fare ciò che un ministro della giustizia ha il dovere istituzionale di fare, non ha scelta: deve dimettersi" - conclude Bonito. Michele Carelli |