Domenica 19 Ottobre 2003

I NODI DELLA GIUSTIZIA
Stenotipisti senza stipendio: «Bloccheremo i processi»

dal nostro inviato

MASSIMO MARTINELLI

CHIANCIANO (Siena) - Discutono da mesi su come salvare la giustizia, accorciare i processi, tutelare i diritti di imputati e cittadini. E poi si riuniscono e minacciano via via di bloccare le udienze, di denunciare i politici, di sconfessarsi a vicenda, avvocati e magistrati. Per poi scoprire, al congresso delle Camere Penali di Chianciano che la minaccia più concreta per la giustizia, da qui a Natale, è rappresentata da un signore con la barba che sale sul palco approfittando di una pausa. E' una delle tremila persone che trascrivono le confessioni degli assassini, le arringhe dei pm, le ordinanze dei magistrati. Sono persone che non vengono pagate da quattro mesi; alcune di loro sono già state licenziate. E nelle prossime settimane, dice alla platea il signore con la barba (si chiama Francesco Toscano ed è presidente dell'associazione di categoria), sono pronti a mettere in mora i tribunali di tutta Italia, bloccando di fatto la macchina giudiziaria in tutto lo Stivale. I soldi che mancano, neanche a dirlo, sono quelli che il Guardasigilli Castelli ha tagliato dal bilancio del suo ministero, osservando alla lettera la raccomandazione del collega Tremonti. «Ma perché è stato il primo a obbedire, mentre nel resto dei ministeri non ci pensano proprio?» si sono chiesti gli avvocati. Che però, ieri, avevano altro per la testa che pensare agli stenotipisti senza stipendio.
Sul tavolo c'erano i problemi di sempre: separazione delle carriere e riqualificazione professionale, mandato di cattura europeo e riforma dell'ordinamento giudiziario. Per l'occasione sono venuti da Roma parlamentari della maggioranza e dell'opposizione: il sottosegretario alla Giustizia, Jole Santelli; il responsabile Giustizia dei Ds, Anna Finocchiaro; il senatore di Forza Italia Renato Schifani e quello dello Sdi, Enrico Buemi. «Ma nessuno ha saputo spiegarci cosa c'è di negativo nella separazione delle carriere» ha detto Ettore Randazzo, presidente delle Camere Penali. Una cosa, però, è venuta fuori bene: all'orizzonte non c'è nessuna ipotesi di accordo politico per fare la separazione delle carriere, come conferma la Finocchiaro. E allora gli avvocati ci provano da soli, con una bozza di legge delega che prevede questo e altro. Ad esempio una Scuola Superiore di formazione che nel corso di un biennio avvicini i giovani laureati alle professioni di magistrato e di avvocato. Semprechè Randazzo riesca nella missione, dal momento che qualche delegato delle Camere Penali ha cominciato a fare "la fronda". Sono le prime manovre per le prossime elezioni di presidente?